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1) Trasformazione dell’energia
Come avviene in un normale bollitore di casa da calore, proveniente nei nostri casi dalla combustione dei materiali vegetali, è trasferito all'acqua trasformandola in vapore. Il vapore viene a sua volta surriscaldato a pressioni e temperature (p;T) elevate, ed immesso nella turbina dove ha luogo la sua espansione
In questo modo, parte dell’energia termica generate si converte in energia meccanica di rotazione (lavoro della turbina) ed infine in energia elettrica per mezzo di un generatore da 15 kV connesso alla turbina.
Il vapore esausto, cioè a basse (T;p), ha ancora un apprezzabile contenuto di energia (calore latente) che cede per scambio in un condensatore ad aria o ad acqua, trasferendo calore alla potenziale utenza termica a valle (teleriscaldamento) o dissipato nell’ambiente
2) Parametri del Vapore
Il processo di generazione opera secondo un ciclo termodinamico Rankine, con surriscaldamento del vapore (ciclo Hirn) a pressioni e con surriscaldamento del vapore (ciclo Hirn) a pressioni (p) e temperature (T) sensibilmente al di sopra degli impianti a biomassa tradizionali :
• p = 90 bar • T = 540 °C
Il rendimento elettrico (n), funzione di queste grandezze, risulta pertanto essere:
• n = 35%
a fronte di valori di riferimento standard intorno al 25-28%
3) Rendimento Elettrico
Il rendimento elettrico n, è quel parametro che permette di definire quanta parte dell’energia termica (calore) generata dalla combustione, si trasforma poi in energia elettrica. Per comodità possiamo individuare 3 classi di impianto distinte, caratterizzate da valori di n differenti :
• Centrali a combustibili fossili : n = 40% (media nazionale italiana)
• Centrali a paglia ad alta efficienza : n = 35% (alte (p;T))
• Centrali a biomassa convenzionali: n = 25-28% (medie (p;T))
Gli impianti a biomassa con tecnologia ad alta efficienza, hanno prestazioni energetiche non troppo lontane da quelle a fonti fossili, generando redditività con minimo impatto ambientale. |